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	<title>ginecologia Archivi - Rebellato MG</title>
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		<title>Il nostro nuovo oncologo: Ennio De Bartolomei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebellato Fisiomedical Center]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 09:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio De Bartolomei]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quello del <a href="https://www.rebellatocenter.it/otorinolaringoiatria-nuovo-ingresso-al-rebellato-fisiomedical-center/">Dottor Antonio Chiappetta</a>, un altro ingresso molto importante di queste settimane all&#8217;interno del team del Rebellato Fisiomedical Center è quello dell&#8217;<strong>oncologo Ennio De Bartolomei.</strong>&nbsp; <strong>Medico Chirurgo&nbsp;</strong>specialista in <strong>Ostetricia</strong> e <strong>Ginecologia</strong>, si è <strong>diplomato in Oncologia Clinica Umana e Sperimentale</strong> all&#8217;Università di Parigi Sud nel 1986. E&#8217; membro della FFOM (Federazione Francese Oncologi Medici) e del&nbsp;Mounth Sinai Hospital (New York – U.S.). Oggi, con questa intervista, andiamo a scoprire come la sua importante figura si integrerà all&#8217;interno del Rebellato Fisiomedical Center.</p>
<p><strong><em>Dottore, qual è il suo ruolo nel Rebellato Fisiomedical Center?</em></strong></p>
<p>Il mio ruolo all’interno del Rebellato Fisiomedical Center è il ruolo di <strong>un oncologo che abbisogna della collaborazione dei colleghi</strong>, perché un paziente oncologico deve essere studiato a 360°. <strong>Prima di iniziare qualsiasi tipo di trattamento abbiamo bisogno di capire il paziente</strong>, qual è l’estensione della malattia, qual è il suo stato… Serve quindi una multidisciplinarietà per poter inquadrare il paziente, in modo da scegliere e ottimizzare il trattamento da seguire. Quando parliamo di trattamento parliamo sicuramente di un <strong>trattamento di oncologia integrata.</strong>&nbsp;Spesso sento parlare di integrazione e poi invece ti rendi conto che viene seguita una determinata terapia senza integrazione. Un paziente oncologico ha bisogno ANCHE della chemioterapia, ma seguita con modi e tempi diversi da quelli tradizionali e, ne abbiamo tanti esempi, il paziente in questi casi non ha grossi effetti collaterali. Oltretutto, <strong>integrazione significa che devo mettere il paziente in condizione di avere un’ottima risposta</strong>, quindi di restaurare il suo sistema immunitario. Questo lo possiamo ottenere grazie all’uso di tante sostanze (vitamina c, vitamina d, resveratrolo) e grazie all’ozonoterapia, che ha un effetto immuno-modulante importante ed è usato soprattutto per la stanchezza post chemioterapia.</p>
<p><strong><em>Lei vede quindi una grande relazione tra quello che sarà il suo lavoro e l’ozonoterapia?</em></strong></p>
<p>Assolutamente sì. L’ozonoterapia è una tecnica per così dire “easy” ma di importanza fondamentale. Non è una panacea ma <strong>l’azione dell’ozonoterapia permette a tanti organi di reagire</strong>. Si usa per tantissime patologie ed è una terapia coadiuvante. Nel nostro caso ha un’azione importante come <strong>prevenzione anti-tumorale</strong>, attraverso i suoi sistemi e le sue attività immuno-modulanti sul sistema. Sicuramente un paziente che fa una chemioterapia grazie all’ozonoterapia recupera immediatamente.</p>
<p><strong><em>Come vede il rapporto tra il paziente oncologico e la parte psicologica?</em></strong></p>
<p>È fondamentale. Il paziente oncologico abbisogna, come dicevo, di una multidisciplinarietà perché <strong>più che la malattia quello che lo terrorizza è il fatto stesso di avere un tumore</strong>. Faccio un esempio: un paziente che andava a giocare a tennis va a fare un controllo cardiologico e gli viene detto che ha un tumore al polmone: di colpo smette di giocare. La parola tumore lo distrugge. Magari il tumore è piccolo, magari è asportabile, ma comunque resta il fatto che <strong>questa parola tende ad abbattere moltissime persone</strong>. Su questo fronte il supporto psicologico può fare molto, aiutando a finalizzare la terapia e a cambiare il proprio atteggiamento verso la vita. Soprattutto, <strong>è molto importante imparare a vivere giorno per giorno</strong>.</p>
<p><strong><em>Un’altra grande new entry del Rebellato Fisiomedical Center è l’idrocolonterapia. Come vede il rapporto tra essa e i pazienti oncologici?</em></strong></p>
<p>L’idrocolonterapia <strong>ha una valida importanza nel paziente oncologico</strong>. La patologia che ha è un insieme di tutto quello che è successo negli anni prima affinché nascesse, ed è in gran parte attribuibile a un cattivo equilibrio del microbioma. Noi dobbiamo andare a ristabilirlo, ed ecco che l’idrocolonterapia giunge in soccorso.</p>
<p><strong><em>Quanto per un paziente oncologico può essere interessante la riabilitazione in palestra?</em></strong></p>
<p><strong>L’attività riabilitativa in palestra è fondamentale in molte situazioni</strong>. Possiamo distinguere in un’attività riabilitativa post-operatoria e in una per pazienti reduci da lesioni onostate e altri interventi sulla colonna, perché un paziente oncologico può avere un crollo vertebrale. Esiste poi un’attività fisica semplice,&nbsp;che è sempre fondamentale&nbsp;nel paziente oncologico. La Rebellato mi offre <strong>un’ampia possibilità di usare le varie metodiche e collaborare con i vari specialisti</strong>. L’oncologo è colui che avendo in mano tutti i risultati e tutte le consulenze tira le fila e decide, ma il resto del lavoro (un buon 70%) lo fanno i consulenti. Ho bisogno di fisioterapia, ozonoterapia, idrocolonterapia, terapie chelanti, cardiologia, lo psicologo… Alla fine il paziente viene inquadrato e lo mettiamo nella condizione migliore per affrontare la chemioterapia, che a quel punto diventa <strong>un processo del tutto sopportabile</strong>, se ben integrato.</p>
<p>Aggiungo che noi parliamo sempre di malattia, ma la malattia non è mai importante. Il problema vero è il paziente. Mi spiego meglio. Ho visto pazienti con delle situazioni complicatissime che stanno bene, da anni, e pazienti con un problema di 2 cm che crollano psicologicamente e se ne vanno. <strong>Il nostro supporto dev’essere a 360°</strong> perché il paziente deve sentirsi accudito e seguito in ogni fase e momento di questo percorso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://rebellatomg.it/il-nostro-nuovo-oncologo-ennio-de-bartolomei/">Il nostro nuovo oncologo: Ennio De Bartolomei</a> proviene da <a href="https://rebellatomg.it">Rebellato MG</a>.</p>
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